Ho letto migliaia di articoli a proposito dei pericoli che si corrono in rete. Sia che fossero scritti da scribacchini sputainchiostro, sia che fossero scritti da eminenti esperti di tecnologia, erano tutti insoddisfacenti. Tutti si soffermavano su insidie secondarie come i virus, i worm, il furto di identità, la pedofilia, le truffe, la sindrome del tunnel carpale. Nessuno ha mai affrontato il più grande pericolo che a rete abbia mai messo di fronte all’uomo: sbagliare finestra.
Sbagliare finestra è la cosa più frustrante che possa capitare al cittadino digitale. Sia che egli si trovi nel mezzo di una videoconferenza, di una chat, di una email o qualunque altra user experience(*).
Fatto sta che a me è capitato molte volte e gli esiti sono stati molteplici. Dall’aver mandato al diavolo la persona sbagliata su msn, fino al far fallire le missioni su World of Warcraft perchè qualcuno si offendeva a sentirsi chiamato “coniglio somaro”. Il tutto perchè avevo sbagliato tasto e invece di averlo scritto in un messaggio privato ad un mio amico lo avevo scritto sulla chat pubblica.
Fatto stà che ritengo che lo sbagliare finestra sia davvero la peggiore delle insidie che affliggono noi, chattatori di lunga esperienza.
1 non sparare botti
2 non sparare botti
3 non sparare botti
4 non sparare botti
5 non sparare botti
6 non sparare botti
7 non sparare botti
8 non sparare botti
9 non sparare botti
10 non sparare botti
Per essere ancora più chiaro riporto la sua ultima stronzata:
A difesa dei terapisti cattolici interviene Paola Binetti, senatrice teodem del Pd, numeraria dell’Opus Dei e neuropsichiatra. «Cantelmi svolge un lavoro eccellente - afferma -. Fino agli Anni Ottanta nei principali testi scientifici mondiali l’omosessualità era classificata come patologia, poi la lobby degli omosessuali è riuscita a farla cancellare. Ma le evidenze cliniche dimostrano il contrario».
Chi si è rotto i coglioni di questa signora metta un dito qui sotto.
Se pensi che questo video valga tutto il casino che ha generato, probabilmente sei una femminista retrò o un perdigiorno, perchè c’è qualcosa di molto più interessante per solleticare la tua mente, direttamente da LeWeb3 ‘07.
Non sto parlando della spilletta superflashante di Google, di tutti gli adesivi da ritardati, della superesclusiva incisione sul tuo iPhone. Neanche delle MOO Cards!
Sto parlando del perizoma più ammirato a LeWeb3 ‘07 indossato durante il party a La Scala, martedì 11 dicembre, da una bellissima ragazza che ha deciso di metterlo in vendita su eBay per una buona causa (e sono sicuro che molti partecipanti a quella festa se lo ricordano). Maggiori dettagli su come verrà impiegato il ricavato verranno notificati nei prossimi giorni, ma sono sicuro che non interesserà a molti dei mashietti (e femminucce, perchè no) che al momento stanno scaldando le loro dita in attesa di premere compulsivamente il tasto “acquista”.
Forse qualcuno si lamenterà della cattiva immagine che lei sta dando delle donne nella tecnologia, ma almeno questa volta, Loïc Le Meur non è coinvolto e sarà felice di non doversi scusare con alcunchì…
Già era successo al femcamp a maggio, risuccede con un tono internazionale a “le web 3 2007″. Loic Le Meur, patron della manifestazione, segnala sul suo blog i video più carini prodotti e pubblicati dal pubblico della kermesse parigina e in un battibaleno scoppia un putiferio d’altri tempi. “La chiappa è mia e me la gestisco io” pare gridare il coro delle femministe offese da un video scandaloso, che a dire il vero, tranne la colonna sonora non mi sembra neanche molto femminacentrico.
Fatto sta che contro Loic si scaglia una furia di unghie laccate e lui, per la seconda volta in un solo giorno si trova a dover fare un post di scuse.
Picture by dextervillalobos on DeviantArt
Signore e signori ecco a voi la mia nuova dimora. Pulita e rinnovata.
Come al solito faccio un voto di minimalismo ma so già che tra qualche mese sarà necessaria un’altra ripulita da tutti gli orpelli che andrò collezionando in giro per la rete.
Unico buon proposito per l’anno nuovo è dedicare tempo anche al mio blog in lingua inglese.