Archive for the 'Filosofia' Category

Tassonomie

L’uomo si divide in diverse categorie: quelli che quando mangiano un yogurt staccano il coperchio e quelli che lo lasciano attaccato al vasetto. Se i primi lasciano in giro solo il coperchio, i secondi lasciano in giro coperchio e vasetto.
Per suddividere ulteriormente, possiamo separare chi lecca il coperchio da quelli che lo raschiano con il cucchiaino, ma lasciarsi prendere dalla febbre tassonomica potrebbe portarci a limiti estremi. Per cui mi fermo.

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Luca Sartoni on July 22nd 2008 in Filosofia

Signor Beppino

Caro Signor Beppino,
credo che lei sia l’unica persona che ha diritto di decidere del futuro di sua figlia. Tutti gli altri danno aria al buco della faccia. Si faccia coraggio (lei ne ha già molto più di me, per esempio) e continui la sua battaglia. A Lei va tutto il mio rispetto.

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Luca Sartoni on July 17th 2008 in Filosofia

Spigolature

Dopo molto tempo torno con un post di varie ed eventuali, senza un filo logico. Un po’ di fatti miei sparpagliati in tanti pezzettini.

In questo periodo sto tenendo un corso di GNU/Linux e faccio una lezione a settimana da 4 ore. Parlare per 4 ore di questioni tecniche è un delle cose più stancanti che io abbia mai fatto. A parte lavorare, intendo.

Uscendo dal corso alle 18 me ne sono venuto in spiaggia e adesso scrivo con i piedi nella sabbia e la brezza del mare nei polmoni. Questa l’ho scritta per i miei amici milanesi. So che apprezzate.

Dal 2010 sarà obbligatorio apporre l’impronta digitale sulla carta d’identità. Ridicolo pensare che sia questo a limitare la nostra privacy o determini la nostra schedatura. Tutto questo porterà solo una barca di nostri soldi nelle tasche di chi vince gli appalti per la fornitura delle costosissime apparecchiature di rilevamento. La schedatura è già in atto da tempo. Ognuno di noi ha un telefonino in tasca che raccoglie tutto, dalla nostra posizione geografica al grafico delle nostre relazioni sociali.

Rodotà è stato il miglior Presidente dell’Autohority per la protezione dei dati personali che abbiamo mai avuto. Punto.

Non capisco perchè tutti parlano di Iphone 3G come se stessero affrontando i grandi problemi dell’umanità. Inoltre tutti a scrivere perchè comprarlo o perchè non comprarlo.

Sempre meno blogger agli eventi. L’hype è finito. La gente ti invita ma non ti paga (alcuni si) e quindi molti si sono stufati di andare in giro per niente. Altri si accorgono che le aziende che ti invitano non hanno proprio niente da dire.
Poi le aziende si accorgono che la definizione “blogger” contiene tutto e niente. E l’impato dei blogger è sempre difficilmente misurabile. Così iniziano a coinvolgerli solo su commissione e solo con obiettivi.
Per quanto mi riguarda è meglio perchè il mio blog non è in vendita. Nè per un tramezzino, nè per soldi. Così preferisco offrire un prodotto, che sia parola scritta su commissione, che sia video per un cliente.

Su questo argomento tornerò presto, perchè adesso mi continuo a godere la brezza marina.

Eluana la stacchiamo o no? Chiedetelo al padre, non al prete.

L’ex boss di Guru è al gabbio. Salta fuori che è in astinenza da coca. Chi l’avrebbe mai detto?

Oggi diverse persone si sono congratulate con me o mi hanno chiesto informazioni sul fatto che il Milan si è comprata un nuovo giocatore. Che senso ha parlarne con me che non so neanche come funziona un giocatore di calcio? boh.

Esteticamente non cambia nulla ma l’aggiornamento a Wordpress 2.6 è avvenuto con successo.

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Luca Sartoni on July 16th 2008 in Filosofia

della viralità

Ecco la mia opinione:

I video virali sono stronzate

Divertenti quanto vi pare, ma sostanzialmente sono stronzate galattiche.
Care aziende che decidete di spendere i vostri soldi in promozione sul web, quando qualcuno mette la parola “viral” dentro a qualcosa che vuole vendervi, alzatevi e lasciatelo li, a bollire nel suo brodo, perchè vi sta prendendo in giro. La viralità di un contenuto non la può, per definizione, decidere chi lo produce. Al massimo potrà renderlo spiritoso, interessante, divertente, equivoco, tutto quello che gli pare, ma non virale.

La viralità la decide chi fruisce del contenuto. Punto. Non ci sono storie su questo. Se un video è talmente figo da spingermi a segnalarlo, allora bene, si diffonde. Ma nessuno è in grado di decidere a priori la sua diffusione.

Un piccolo dettaglio che continua a sfuggire a molti: da quando sono arrivati i feed RSS e il web partecipativo (ma soprattutto partecipato) non è chi produce contenuti a decidere, è chi li fruisce.
Se questo entrasse nelle testacce vuote di coloro che continuano a spendere decine di migliaia di euro in progetti stupidi allora forse qualcosa cambierebbe.

Ma soprattutto:

Caro cliente che hai comprato una campagna virale

Ti hanno fregato.

Cara agenzia che vendi video virali

Se mi invii una email in cui mi chiedi di guardare i tuoi video virali, so già che fanno schifo ancora prima di guardarli. Poi non li segnalo neanche se mi fanno ridere. Non importa se mi fai mille complimenti per il lavoro che faccio. Non importa se ti credi furba, non lo sei. Soprattutto se il messaggio di supplica chilometrico lo metti in un commento (come un mosaico qualsiasi).

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Luca Sartoni on June 25th 2008 in Filosofia, FrontPost, Lavoro, News

buon noncompleanno a me!

mad hatter

E’ cosa buona e giusta, ricevere gli auguri per il proprio compleanno, più che per ogni altra ricorrenza. Se sotto Natale o Pasqua è piacevole fare gli auguri ed è altrettanto bello riceverli, in occasione del proprio giorno di nascita il livello di gioia sale di molto.

Principalmente perché non è una festa mainstream, ma è esclusiva e personale. Solo 100 persone su 36525 compiono gli anni proprio lo stesso giorno e quindi la probabilità di essere l’unico del proprio ristretto network sociale è abbastanza alta. Pertanto gli auguri saranno esclusivi e personali, oltre che unidirezionali.

Per questo motivo è bello scoprire quali persone si ricordano del tuo compleanno. Nei tempi passati si riceveva una telefonata o un biglietto ma adesso le email e gli sms vanno per la maggiore. Fino ad una decina di anni fa, con il fatto che la gente non usava ical o google calendar, ricevere una telefonata era la prova indiscutibile che qualcuno si era ricordato del tuo compleanno.

Poi sono arrivati i calendari sui telefonini della Nokia, che non nascondo di essere stato uno dei pionieri utilizzatori per scopi compleannici. Ma almeno dovevi sbatterti per inserire le ricorrenze esatte dei tuoi amici e in un qualche modo avevi speso tempo per colui che andavi a messaggiare allo scoccare della mezzanotte.

Adesso però ci sono facebook, skype, myspace e tutti gli altri servizi che automatizzano tutto il processo. Il risultato è che non è necessario ricordarsi nulla. A dire il vero non è necessario neanche essere amici perché le notifiche vengono inviate automaticamente.

Pertanto il giorno del tuo compleanno tutti si ricordano di te e lo fanno sapere per sms, email, messaggi su facebook ecc. Ma tu lo sai che il 90% di quei messaggi è automatico. E quindi come fai a sapere chi pensa a te veramente, chi delega alla tecnologia l’azione di reminder e chi addiritura automatizza tutto il processo?

Inoltre, come fai, quando sei dall’altra parte, a differenziarti dalla massa di auguri che il povero festeggiato si trova a ricevere il giorno del suo compleanno? Inviare il messaggio a mezzanotte non è più fighissimo come lo era 10 anni fa, proprio per i motivi di cui sopra: lo fanno tutti.

Vi propongo un modo figo che ho sintetizzato in questi giorni. Si fanno gli auguri in anticipo di un paio di giorni, sbagliando data di proposito. Fingendo platealmente di essere convinti di essere nel giusto, naturalmente. In questo modo il compiente gli anni vi spiegherà che vi siete sbagliati e che siete in anticipo ma voi potrete sempre dire che vi ricordavate il periodo ma non il giorno, oppure che eravate realmente convinti che il suo compleanno era proprio quel giorno lì. La sua gioia sarà comunque autenticamente sollecitata.

In questo modo nessuno potrà mai sospettare che avete usato il reminder di facebook, perchè quello mica si sbaglia! E tutta la vostra fatica si concentra sull’anticipare le impostazione di reminder dei vostri calendari preferiti.

Tutto questo per dire che domani compio 28 anni, tanti auguri a me (con un giorno di anticipo), e che alcuni amici mi hanno già fatto gli auguri inscenando la pantomima che ho appena descritto. I casi sono due, o la mia idea non è innovativa, oppure da qualche parte ho sbagliato ad inserire in mio compleanno in uno dei miei millemila account duepuntozero.

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Luca Sartoni on May 29th 2008 in Amici, Filosofia, FrontPost, Humor, News

per tutti quelli che twitter non funziona mai

smettete di usarlo. Ci sono tanti altri servizi di instant broadcast.
Come? questo è qualunquismo del cavolo?

Anche lamentarsi sempre lo è.

Mai visti tanti esperti come in questi giorni. Tutti i techblog hanno una soluzione ai mille problemi di Twitter. Dalle questioni sistemistiche a quelle di sviluppo, dai problemi di marketing al business developement. Con tutti questi geni della programmazione, marketing, customer service, finanza ed economia, mi sembra così strano che gli unici idioti al mondo siano proprio quelli che hanno dato origine alla parola “twittare”, sostanzialmene divenendo first movers e vincendo la guerra del microblogging.

Detto questo buon fantasviluppo a tutti! Io continuo ad usare Twitter anche se ha problemi, e voi?

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Luca Sartoni on May 28th 2008 in Filosofia, FrontPost, Geek, Humor, Lavoro

Credevo fosse un cinghiale e invece voleva compilare il CID

crash test pig
Picture by Haidak on DeviantArt

Secondo Repubblica la pirateria stradale sarebbe da imputarsi al meccanismo bonus-malus applicato dalle assicurazioni RC Auto.

La paura di un passaggio da una classe di merito all’altra e quindi la certezza di veder lievitare alle stelle il prezzo della propria polizza di assicurazione trasforma spesso gli automobilisti in potenziali pirati, pronti a fuggire dopo un piccolo incidente.

E ancora:

E le dichiarazioni che gli stessi pirati rilasciano agli inquirenti sono emblematiche: “Pensavo di aver investito un cinghiale”, “credevo di aver urtato un cassonetto”, “Ho sentito un rumore, pensavo fosse uno specchietto di un’altra macchina”.

La responsabilità, a mio avviso, non è del sistema assicurativo, ma è insito nella mancanza di dovere civico delle persone comuni.

L’idea di essere l’unico furbo del circondario legittima comportamenti come il calcolo immediato del danno: “ma si dai, saranno 100 euro al massimo”. Tipica frase da usare sia quando abbiamo spaccato un fanalino (min. 400E di danno) sia quando abbiamo spinto giu in un dirupo un bilico carico di cristalli Swarovski.

Essere il portatore del verbo in ogni settore è il classico comportamento italico per antonomasia. Ovviamente questo lo si trasla analogicamente anche nello stereotipo tipico dell’italiano semovente, quindi automobilistico. Ogni comportamento di guida scellerato viene immediatamente perdonato mediante giustificazioni azzardate.

Sorpassare da destra in autostrada diventa “scegliere la via più libera”, non fermarsi allo stop diventa “non ostacolare il flusso stradale”, non dare la precedenza in rotonda richiama complicate parentele transterritoriali tra l’origine francese delle rotatorie e la corsia di marcia preferita dai cavalieri bretoni.

Poi ti capita che ti tamponano, tu ti affidi ad una società di infortunistica e questa ti faccia fare tutto l’iter per richiedere soldi alla controparte. Per cui, per la prima volta, ti fai visitare dai vari medici legali che dovranno verbalizzare i danni che ti trascinerai dietro per tutta la vita.

In quel momento scopri che tutte le persone della tua rete sociale conoscono tutti i principali trucchi da utilizzare durante le visite. Dal ciondolare le braccia, all’inclinare il collo, al descrivere qualsiasi malattia sia prevista nelle enciclopedie mediche. Gente che saprebbe simulare anche l’infezione da Ebola, se all’orizzonte ci fosse un qualsiasi tipo di indennizzo derivante.

E tu ti senti l’unico idiota, perché non ti sei fatto niente. Vietato non farsi male, questa è la prima regola.

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Luca Sartoni on May 26th 2008 in Amici, Filosofia, FrontPost, Humor, News

Non trovo le parole

Vorrei scrivere tante belle parole su cosa farei o su cosa non farei riguardo al problema dei campi nomadi, ma non sono mai stato bravo a fare il fanta-CT della nazionale durante i mondiali, figuriamoci se riesco a fare in fanta-Premier in questa situazione.

Mi limito a segnalare quello che trovo e che mi scuote, sperando che serva a qualcosa e che faccia uscire tutti noi da questo torpore xenofobo in cui ci stiamo immergendo.

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Luca Sartoni on May 21st 2008 in Filosofia, Flash, Politica

Non sapere di cosa si parla

Vincent Delecroix dichiara:

“… un fenomeno come il boom dei blog o dei siti di social network come facebook non fa che parcellizzare, ridurre in pezzi sempre più infinitesimali la possibilità di comunicare, che è un esigenza vitale dell’essere umano. il blog è un’immagine di sè ipernarcisistica proiettata senza alcun ritorno, se non la convinzione fasulla di trovarsi al centro del mondo. l’illusione è che al cuore di questi fenomeni ci sia un interesse per l’individuo, visto quanto espone di sè chi vi aderisce. in realtà c’è un’evanescenza, una debolezza, una superficialità, al di là delle quali si riesce solo a intravedere una gigantesca solitudine, se non vogliamo addirittura chiamarla disperazione.”

Direttamente dal blog di Mr.Crown.

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Luca Sartoni on May 20th 2008 in Amici, Filosofia, FrontPost, Geek

Warhammer 40000 - manca poco

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Luca Sartoni on May 19th 2008 in Filosofia, Flash, Geek, Video