Archive for the 'Filosofia' Category
Aggiornate Dopplr
IWordCamp - Frammenti di gioia da condividere
Definire IWordCamp come il barcamp gioiosamente più inatteso è, dal mio punto di vista, un dovuto tributo al lavoro di Wolly e compagni.
Come al solito lascio ad altri raccontare le cose importanti, io amo soffermarmi su questioni di dettaglio, piccoli frammenti di vita da ricordare a lungo.
il viaggio di andata e il viaggio di ritorno
Se l’andata è stata caratterizzata dagli occhi impastati dal sonno di una partenza mattiniera, il ritorno ha avuto seri momenti di suspance e terrore.
Un SUV (Stupid Useless Vehicle) mi ha sfanalato a lungo mentre viaggiavamo ai 130Km/h in autostrada. Subito Fullo ha pensato di dispensare serenità ai presenti, raccontando di come si siano registrati episodi inquietanti sulle autostrade italiane. Prima ti sfanalano, poi tu ti fermi, poi loro ti accompagnano al primo autogrill tenendoti un coltello alla gola. Giunti all’autogrill ti obbligano a mangiare una rustichella. Scherzo. Ti rapinano.
i divani
I divani mobili erano straordinari. Permettevano di creare minigruppi e anche di seguire le presentazioni principali. Inoltre si potevano schiacchiare pisolini.
i badge, i gadget, le magliette, i cappellini, gli impianti audio, il videostreaming, il buffet
Non c’erano. Finalmente.
Finalmente qualcuno che capisce come vanno certe cose. Wolly e compagni hanno focalizzato il loro impegno su cose veramente importanti e non sui dettagli che troppo spesso stanno caratterizzando gli eventi tech del nostro paese. Chissenefrega dei badge e di tutti gli altri ammenicoli se poi lo spazio non è adatto al fine della manifestazione alla quale si sta partecipando.
Il posto era perfetto, l’audio era accettbile, gli interventi di eccellente livello (anche quelli che non sono stati fatti). Non serviva altro. Bravi.
Il mio talk
Arrivato al barcamp ho notato che tutti gli interventi erano molto tecnici e che erano presenti alcuni dei miei elementi di studio. Mi trovavo nello stesso posto con Wolly (itblog.tv), Maurizio Pellizzone (videomarta), Matteo Flora (Casa Lastknight).
Quale miglior occasione per parlare di videoblog e webTV? Così ho fatto un talk intitolato “Orrori ed errori dei video sul web” nel quale ho dispensato qualche consiglio tecnico e ho messo a disposizione la mia piccola esperienza maturata nei successi e negli errori commessi nella mia attività di Intruder. Presto metterò online questa presentazione. A modo mio, ovviamente.
Il passerotto
Mentre Sara ed io stavamo registrando l’intervista a Matt Mullenweg, un passerotto si è posato sulla transenna vicino a me. Si trattava di un piccolo che stava imparando a volare e io l’ho raccolto per portarlo lontano dagli umani e permettere ai suoi genitori di raggiungerlo e continuare con le lezioni di volo. Matt non ha esitato un secondo e mi ha ritratto nella mia opera di crocerossina per volatili dispersi.
Per cui posso dire a pieno titolo che stavo con l’uccello in mano durante un barcamp. E c’era chi mi fotografava…
Dichiarazioni dei redditi - Un link interessante
Questo è il punto di vista di Nicola Mattina sulla vicenda delle dichiarazioni dei redditi online, pubblicato su Nova. Inutile ripetere quanto sia d’accordo con lui.
Conversazioni dal Basso - Condivido Zambardino
Prima di presentare NetMonitor, Vittorio Zambardino ha affrorntato un tema caldo, che Paul cavalca da qualche tempo, che Mantellini ha ripreso e che la settimana scorsa si era mostrato sotto forma di polemica sterile e triste.
Riporto le parole di Vittorio Zambardino, digitate velocissimamente in diretta nei minuti appena trascorsi:
[...]
Il problema è astrarre la blogosfera dalle comuni dinamiche comunicative. Per quale oscura ragione dovrebbe generare esclusivamente circoli virtuosi? Perchè dovrebbe essere completamente al di sopra del potere, scrutandolo e osservandolo senza mai prenderne parte se non per giudicarlo? La blogosfera e la rete hanno la pretesa, a volte, di stare al di sopra e di non far parte del mondo che osservano e raccontano. Ma questo non è possibile.
[...]
Com’è possibile che la rete possa rappresentare una valida alternativa in in paese dove le pratiche della politica sono profondamente oligarchiche? Se la politica è improntata a processi oligarchici, se la scelta dei canditati è realizzata tramite staffette tra vecchi sindaci e nuovi sindaci. Sei costretto ad entrare nelle forme per spiegarti i paradossi.
[...]
I puristi della rete pulita da interessi dovrebbero capire che la rete è lo specchio della società e che il primario esempio di questo fenomeno è Beppe Grillo. Prende gli strumenti della comunicazione e li ritorce alla proprio interesse arbitrario e quasi sovversivo.
Addita la politica e l’accusa di fare i propri interessi, esattamente il comportamento che lui stesso ha.
[...]
Mi trovo profondamente d’accordo con quanto dice questa volta.
Firma digitale analogica
Quando lavorate con una pubblica amministrazione che vi chiede espressamente la firma digitale sul preventivo via email, prima di pensare a quale PKI utilizzare, se PGP (o GPG) siano sufficienti, quanti bit utilizzare, preoccupatevi di avere uno scanner a disposizione.
Perchè molto probabilmente vorranno semplicemente uno scarabocchio scannerizzato in fondo al file PDF.
Codachè?
Il Codacons chiede alla Stato italiano (cioè anche a me) 520 Euro per ogni contribuente (cioè anche io), a nome di tutti (cioè anche a nome mio).
Io non sono d’accordo, ma sono disposto a velocizzare questa operazione. Ho già spostato 50 Euro dalla mia tasca destra a quella sinistra.
Fenomenologia da voyeurismo italico, becero e orribile

Picture by eudoxe2000 on DeviantArt
Quando ho scritto che ritenevo giusto pubblicare le dichiarazioni dei redditi degli italiani agivo, come spesso mi succede, limitando alla mia stretta cerchia di amicizie, il pensiero e la considerazione dell’intelligenza umana. Non avevo preso in considerazione molte altre testoline che abitano il nostro paese e frequentano la rete con le quali, per snobbismo, ho poco a che fare.
Invece questi elementi esistono e fin troppo spesso non li ho presi in considerazione, mantenendo bassi i numeri dei miei affari mediatici, cercando sempre la dimensione ragionata delle mie opinioni e molto spesso facendo scelte di principio più che di numero.
Come precedentemente dichiarato, un’occasione ghiotta per dimostrare questa mia superficialità di analisi della corteccia italica è la questione delle dichiarazioni online. Qualche giorno fa l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili tutte le dichiarazioni dei redditi dei passati anni e un fiume di utenti si è riversato su questi succosi moduli intasando i server che li ospitavano.
Giunta l’intimazione istituzionale di sospendere il servizio i suddetti dati sono stati resi disponibili da solerti paladini della trasparenza e messi sui circuiti P2P rendendoli, di fatto, eternamente pubblici. E qui viene il bello! Alessandro Longo ci ha scritto un post molto interessante in cui semplicemente rende nota questa condizione.
In questo preciso momento, il post di Alessandro, ha raggiunto 329 (trecentoventinove!!!) commenti. Ma è il loro contenuto ad aver scatenato la mia incredulità:
Si comincia con qualche commento pertinente e di ragionamento. Poi il putiferio: gente che chiede espressamente i file della propria città. Poi quelli del proprio paesello. Poi qualcuno chiede perché emule non funziona sul suo computer. Partono gli insulti. Sei un imbecille che non sai usare neanche emule. Poi inizia il supporto tecnico per far funzionare emule. Che su mac si chiama Amule. Poi i meno avvezzi indicano la propria email personale e l’invito, in MAIUSCOLO, ad inviare loro i file che stanno cercando. Le indicazioni “urgente” si fanno sempre più impellenti. Qualcuno cerca Agrigento disperatamente.
Fateci un giro, dopo questa esperienza il blog di Beppe Grillo vi sembrerà un circolo di intellettuali.
Fatti coraggio Alessandro, ne usciremo. Non so come, ma ne usciremo…
Dichiarazioni dei redditi - Bloccato tutto
Non faccio in tempo a scriverci un post, che bloccano tutto.
A parte i server che sono scoppiati in poche ore a causa del sovraccarico, pare che tutto sia stato bloccato perché la trasparenza fa davvero paura.
Beppe Grillo ha superato se stesso mostrandosi finalmente per quello che è: un patetico ipocrita. Secondo lui e pochi altri cialtroni pubblicare le dichiarazioni dei redditi favorirebbe la criminalità organizzata nella scelta delle vittime di ricatti, pizzi e sequestri.
Vecchissimo argomento che cede al peso della sua schifosa ipocrisia. Chi commette crimini, ed in questo caso di tipo organizzato, ha tutte le informazioni che necessita anche senza andare a visionare il sito dell’agenzia delle entrate. I cattivi sanno sempre tutto, la sicurezza informatica e il full disclosure insegnano.
Vi invito ad ascoltare le opinioni di un uomo degno di stima, ex presidente dell’autority garante della privacy, Stefano Rodotà, che per l’ennesima volta illumina con saggezza le paradossali oscurità della nostra triste democrazia.
Cosa c’entra la privacy?
Da oggi è possibile visionare su Internet le dichiarazioni dei redditi dei cittadini italiani. Ovviamente il sito è in panne a causa delle mille mila richieste che in queste prime ore lo stanno intasando e con grande sollievo per il nostri pruriti, le grandi testate giornalistiche stanno infarcendo le loro pagine di gossip con i dati freschi freschi appena disponibili.
Non mancano le polemiche e come al solito salta fuori qualcuno a gridare allo scandalo. Un’associazione dei consumatori (nulla può sfuggire alle associazioni dei consumatori) dice che è una pesante violazione della privacy e che questi dati saranno utili ai criminali per compiere delitti.
I dati relativi al fisco sono dati pubblici e si chiama “dichiarazione dei redditi” proprio perché ognuno dichiara allo stato (cioè agli altri) quante tasse sta pagando e quanti soldi ha guadagnato (per farla semplice).
Rendere questi dati disponibili è un grande segnale di civiltà.
Il problema Internet
Le dichiarazioni dei redditi sono sempre state disponibili al pubblico in via tradizionale, per la prima volta sono disponibili in rete. E proprio la rete pare essere il problema. Come al solito viene vista come il luogo malefico in cui le cose cambiano aspetto e assumono forme negative.
