Archive for the 'HOWTO' Category

Hotspot wi-fi e software libero - parte 1

WiFi
Picture by jackaprini on Flickr

Ripropongo in questa sede, i concetti che ho avuto il piacere di esprimere durante il RomagnaCamp, parlando su un palco esterno assolato senza slide ma con tante persone ad ascoltarmi. Grazie a tutti coloro che c’erano e che mi hanno prestato attenzione.

Definire il contesto

Partiamo dall’esigenza di un ristoratore che voglia offrire connettività ai propri clienti, sia dietro compenso, sia in forma gratuita.

I problemi di un hotspot Wi-Fi

I problemi che si pongono all’esercente che voglia offrire questo genere di servizio, sono sostanzialmente due. Il primo di carattere tecnico, il secondo di carattere giuridico. La questione tecnica si preoccupa di connettere i clienti alla rete, la questione giuridica ci impone di farlo secondo le attuali norme vigenti. L’intreccio di questi due problemi configura la soluzione che ho elaborato e che al RomagnaCamp ha visto la sua prima applicazione pratica. Proprio perchè il problema di natura giuridica coinvolge anche la soluzione tecnica che andremo ad applicare, sarà il primo ad essere analizzato.

Il problema giuridico

Il legislatore ci mette di fronte ad un precetto: identificare con sicurezza tutti coloro che accedono alla nostra infrastruttura e che la utilizzano per accedere a Internet. Non ho la minima intenzione, in questa sede, di affrontare la questione etica e morale di una scelta così importante da parte della giurisprudenza italiana, pertanto mi interesserò soltanto dello stato di fatto e non di cosa io reputo “giusto”, “sbagliato” secondo le mie idee. In questo contesto “giusto” significa “non contrario al diritto”.

La profilazione degli utenti è stata introdotta dal decreto Pisanu e successivamente convertita in legge. Prevede l’attività imperativa di raccogliere le informazioni identificative di coloro che fruiranno del servizio di hotspot. Si devono raccogliere: nome, cognome, data e luogo di nascita, tipo e numero del documento di identità e una copia del medesimo. Successivamente si dovrà essere in grado di fornire un tabulato degli accessi alla rete in cui siano chiari data e ora dell’accesso e la relativa identità. Non si fa obbligo di tenere traccia delle comunicazioni svolte dagli utenti sulla rete. Oltre a non essere obbligatorio, l’attività di registrazione delle comunicazioni, in questo contesto, è severamente vietato. Si fa obbligo, inoltre, di conservare questi dati per un tempo sufficientemente lungo per consentire all’autorità giudiziaria di farne accesso in caso di indagini.

Questo trattamento di dati, pone origine ad un altro problema di ordine giuridico. Il codice per la protezione dei dati personali impone a qualunque privato, titolare di un trattamento di dati personali, una serie di regole alle quali attenersi, che talvolta possono diventare onerose in termini di tempo e di soldi. Nel caso in cui i dati trattati siano sensibili divengono necessari comportamenti piuttosto difficoltosi per chi aveva deciso di offrire un servizio ai propri clienti, fiducioso del fatto che si trattasse solamente di collegare un access point al proprio router.

I documenti di identità rivelano con certezza istituzionale una serie di informazioni sull’interessato che rientrano appunto della categoria dei dati sensibili: etnia, cittadinanza, segni particolari. A voler essere puntigliosi, anche la foto nel documento può rivelare informazioni sensibili come il colore della pelle o cicatrici, per esempio.

Come risolvere questi due problemi piuttosto spinosi

In sostanza si deve riuscire a fare una copia del documento d’identità e a conservarla senza configurare un trattamento di dati sensibili. Il sistema che ho realizzato si basa sul rendere il cliente responsabile “de facto” del proprio trattamento e nel rendere il fornitore di servizio un semplice controllore del processo di registrazione. Il flusso di registrazione e di accesso è il seguente:

  • il cliente richiede accesso alla rete wifi
  • il fornitore consente l’accesso visionando il documento ed accertandosi dell’identità del cliente
  • il cliente pone il proprio documento su uno scanner ad alta risoluzione
  • il cliente preme il tasto per avviare la scansione
  • il sistema stampa un foglio su cui ci sono username, password, copia del documento (per verificare che non siano stati usati trucchi nel porre il documento sullo scanner) ed informativa riguardo il trattamento dei dati personali
  • il fornitore controlla che la copia del documento sia leggibile
  • il cliente ritira il foglio appena stampato
  • il cliente utilizza la rete mediante login e password ricevute

Questo flusso limita enormemente i problemi perchè mantiene i dati personali e sensibili fuori dalla portata del fornitore che di fatto non esercita un trattamento pericoloso per l’integrità e la riservatezza. Si fa notare come il fornitore non mantenga copia cartacea del documento d’indentità del cliente, ma mantenga solo una scansione ad alta risoluzione all’interno del sistema informatico. Tale base dati viene conservata codificata come la legge prevede.

La soluzione tecnica

Si è realizato un sistema di autenticazione basato su GNU/Linux. Tutte le operazioni illustrate nel flusso vengono svolte automaticamente e nella loro completezza. Nei prossimi post spiegherò dettagliatamente la struttura tecnica del sistema di autenticazione.

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Luca Sartoni on September 14th 2007 in FrontPost, GNU/Linux, Geek, HOWTO, Lavoro, RomagnaCamp, Sicurezza, Software Libero, fear

I 5 errori evitare in una presentazione (e che io non ho evitato allo ZenaCamp)

Luca Sartoni
Picture by Lyonora on Flickr

Primo errore - problemi tecnici di trasmissione

E’ necessario provare il videoproiettore i il portatile per la presentazione prima che questa sia in programma. Si possono così evitare spiacevoli situazioni in cui tutti aspettano qualcosa e tu stai cercando di risolvere un banale problema tecnico.

il fatto

Avevo dimenticato a casa il cavetto per collegare il mio portatile al videoproiettore ma fortunatamente Alessio mi ha prestato il suo pc. Io però sono rimasto impantanato nei misteri di windows xp, e solo l’aiuto di Leonora ha salvato la situazione. Grazie ad entrambi

Secondo errore - Italiano questo sconosciuto

Le presentazioni in italiano devono essere in italiano! Va bene essere informatici, va bene essere tecnici, non va bene essere ignoranti sul proprio idioma nativo.
Nella fattispecie: non declinare le parole straniere e curare l’ortografia.
Se poi volete scrivere bene, ecco dei consigli davvero impagabili (infatti sono gratis).

il fatto

Ho fatto una presentazione sui lavoratori autonomi e li ho chiamati “Freelancer”. Durante l’aperitivo, Stefano mi ha messo al corrente della magagna e lì per lì ho fornito una scusa talmente bella da testimoniare ai posteri:
“ho usato freelancer perchè esiste anche un videogioco che si chiama -Freelancer-”. Risposta: si ma il gioco è americano. Imbarazzo. Figura misera.

Elena inoltre mi ha fatto notare la mia mancanza di accenti e apostrofi.

Terzo Errore - Captatio benevolentiae for dummies

Mai e poi mai fare una slide e chiamarla: “Qualchecosa for dummies”. La platea potrebbe travisare e accusarvi di averli definiti “pupazzi” o ignoranti. Come dare torto ad una platea inferocita?
Per questo motivo sarebbe il caso di scegliere con maggiore attenzione i titoli delle slide e non fare i sapientoni.

Il fatto

Per l’appunto, due delle mie 12 slide erano intitolate “$qualcosa for dummies”.
Gaspar mi ha guardato perplesso e mi ha detto: “grazie per la considerazione”.

Il mio sangue è gelato all’istante per la terribile figura da cretino che si stava consumando. C’era solo una cosa da fare per uscire da quella situazione: peggiorarla.

Infatti ho detto: “non intendevo dire che siete dei pupazzi!!!”. Risposta: “infatti intendevi dire che siamo degli ignoranti”.

Il vento freddo della Siberia stava tempestando la mia fronte perlata di sudore. Peggio di così ci sono solo le bastonate… ho fatto ciò che un uomo che ha appena abusato due volte della propria insolenza non dovrebbe mai fare: abusarne una terza volta.

Ho aizzato la folla una terza volta: “Se qualcuno non si sente un dummie, mi dica cos’è la selezione avversa!”.

Silenzio in sala, qualche mormorio. Alessio ammette: “gliela abbiamo servita su un vassoio”.

Informatico insolente 1 - Platea inferocita 0

Quarto errore - iniziare in orario

Mai e poi mai una presentazione dovrebbe iniziare in orario. L’italiano medio non è abituato. Per cui prendetevi sempre un quarto d’ora di margine per fare in modo di iniziare la presentazione con mezzora di ritardo sul programma. Altrimenti una buona metà della platea si perde l’inizio.

il fatto

Ho iniziato con soli 5 minuti di ritardo e alcuni barcamper hanno perso l’inizio della presentazione.

Quinto errore - Non sei il centro del mondo

Quando si parla di un argomento specifico, sarebbe meglio delineare molto precisamente il contesto nel quale è localizzato.
Il rischio è quello che ognuno capisca quello che vuole per il semplice motivo che tu non hai dichiarato di cosa stai parlando.
Inoltre sarebbe il caso di scegliere un titolo che abbia almeno qualcosa a che fare con l’argomento che si va a trattare.

Il fatto

Parlavo di informatici ma fino alla fine nessuno aveva capito se si parlasse di piccola, media o grande azienda.
Inoltre il titolo della mia presentazione era piuttosto vago seppur estremamente fico: “L’eterna lotta tra il bene e il male: informatici Vs Rompiscatole”.
Peccato che: non si parlava di “bene”, non si parlava si “male”, e dei rompiscatole neppure l’ombra. A dire il vero non si capiva neanche bene quale fosse il ruolo degli informatici di cui stavo parlando.

Sesto errore - Il più grave di tutti

Mai fare un presentazione senza commettere almeno 5 errori. Altrimenti sai che noia…

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Luca Sartoni on May 2nd 2007 in Amici, BarCamp, Filosofia, Flash, Geek, HOWTO, Humor, Lavoro, Zenacamp

OpenVPN X509 - Windows XP vs Linux

In questo howto realizzerò una connessione OpenVpn tra un sistema GNU/Linux debian based e un client Windows XP, mediante certificati X509.

Preparazione del server

installazione di openvpn mediante apt


# apt-get install openvpn
# mkdir -p /etc/openvpn/vpn1/certs

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Luca Sartoni on April 2nd 2007 in FrontPost, GNU/Linux, Geek, HOWTO, Lavoro, Sicurezza, Software Libero

Nokia N800 - nsFAQ (not so Frequently Asked Questions)

n800.jpg

Riporto in ordine sparso le domande che in queste settimane ho ricevuto riguardo al mio nuovo compagno di viaggio, il Nokia N800.
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Luca Sartoni on March 19th 2007 in GNU/Linux, Geek, HOWTO, Lavoro, Links, N800, News, Software Libero

Come scrivere bene

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”

12. I paragoni sono come le frasi fatte.

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

15. Sii sempre più o meno specifico.

16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.

17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

19. Metti, le virgole, al posto giusto.

20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.

22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?

24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe - o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento - affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.

31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.

33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

34. Non andare
troppo sovente a capo.
Almeno,
non
quando
non serve.

35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.

39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.

40. Una frase compiuta deve avere.

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Luca Sartoni on March 1st 2007 in Filosofia, Geek, HOWTO, Humor

Come installare Vista in 2 minuti

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Luca Sartoni on February 7th 2007 in Geek, HOWTO, Humor, News, Politica, Video

Commenti compulsivi (blogger comments following HOWTO)

Problema

Stiamo seguendo un blog molto frequentato su blogger. Ogni singlo post produce circa un centinaio di commenti. Dopo qualche mese nasce una blog community e alcune discussioni partite dalla sezione commenti di quel blog, continua nella sezione dei commenti di un altro blog parallelo. Come fare a non diventare pazzi se si vuole seguire il flusso delle discussioni che saltellano su cinque o sei blog diversi?

Soluzione

Molto spesso le piattaforme di blogging mettono a disposizione una tecnologia conosciuta come RSS.
Blogger lo fa in tre modalità configurabili:

  • Atom o RSS post feed
    il feed dei post pubblicati
  • RSS comment feed
    un feed per i commenti di ogni singolo post
  • RSS complete comment feed
    un feed con tutti i commenti che vengono inviati al blog

Perchè il nostro problema sia risolvibile con il metodo che sto per illustrare, il terzo tipo di feed deve essere abilitato sui vari blog.
Il dettaglio di questa tecnologia lo lascio a wikipedia e mi preoccuperò soltanto di risolvere il nostro problema: non diventare compulsivi nel venire a capo delle discussioni che si svolgono su molti blog contemporaneamente.
Sarà sufficiente andare a prendere i feed RSS (o atom) dei post e quelli dei commenti dei vari blog ed inserirli nel nostro aggregatore.
Io per comodità uso Google Reader.
Iniziamo inserendo nell’aggregatore il feed contenente i post del primo blog seguendo questo schema:
http://[nomedelblog].blogspot.com/atom.xml
ad esempio:
http://bronsonproduzioni.blogspot.com/atom.xml

Adesso dedichiamoci ai commenti:
Il feed completo dei commenti su piattaforma blogger è reperibile facilmente in questo modo:
http://[nomedelblog].blogspot.com/feeds/comments/full
quindi, ad esempio:
http://bronsonproduzioni.blogspot.com/feeds/comments/full

Adesso possiamo seguire questo schema per inserire tutti i post feed e i comments feed che desideriamo nel nostro aggregatore smettendola di navigare compulsivamente tutti i blog del gruppo alla ricerca disperata del bandolo della matassa.

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Luca Sartoni on February 2nd 2007 in Amici, Geek, HOWTO

Custodia cartacea per CD

Quante volte ci capita di avere un CD senza custodia e non sapere dove metterlo?
Oppure capita di masterizzare un cd ad un amico, magari con le foto delle vacanze o con una compilation di musica e non sapere come fare ad impacchettarlo in modo creativo.
Questo sito ci viene in soccorso proponendoci un modo molto carino di risolvere il problema.
Basta compilare tutti i campi con le informazioni relative al CD in questione e ci verrà restituito un file PDF che, se correttamente stampato, piegato e ritagliato fungerà da custodia.
Si possono scegliere diversi tipi di custodia e di informazioni stampate sopra.
Un’idea davvero utile.

http://www.papercdcase.com

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Luca Sartoni on January 10th 2007 in Geek, HOWTO

How to tie a bow tie!!!

Papillon

Questa sera mi sono imbattuto in un problema molto serio.
Fare un nodo ad un papillon.
Se anche voi doveste trovarvi in questa annosa situazione, niente problema!!!

Il modo migliore per sciogliere, ehm… pardon, stringere questo nodo gordiano è seguire le istruzioni di questo video.

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Luca Sartoni on January 5th 2007 in HOWTO

Last Minute Blogging for Dummies

Last Minute Blogging for Dummies

5 Questioni tecniche

  • Hai mai usato un modem a 2400 Baud?
    No e so neanche di cosa stai parlando! So solo che era lento; quello si che era perdere tempo. Adesso con la mia linea superveloce posso guardare tutti i video di macchine che si schiantano e di gatti superdivertenti su youtube, scoprire gli ultimi metodi per non pagare sky, collegarmi alle chat più malfamate in modo completamente anonimo, il tutto senza mettere a repentaglio il flusso porno che sta alimentando il mio emule.
  • Lo sai quali sono i livelli ISO/OSI?
    Ma chemmenefrega! E pensare che c’è gente che si laurea in Ingegneria Informatica e non li sa! E poi a me checcavolo me ne frega, non so neanche la differenza tra un modem e un router. Ma quel portatazza nel nuovo computer si che è proprio carino!
  • Lo sai perche Internet si chiama così?
    Faccio fatica a ricordarmi l’ultimo libro che ho letto… ma si dai quello bello che parla del “Grande Fratello” della TV. Si proprio 1948!
  • Hai idea del perchè internet non funziona quando, internet non funziona? (non vale pregare o affidarsi ai tarocchi)
    E qui la risposta è solo una: “non lo sa nessuno”.
  • Sai da cosa deriva il termine “Blog”?
    “Non lo so ma mica devo saper costruire un’automobile per poterla usare. Io poi non ho neanche la patente…”

Se ti ritrovi in queste 5 questioni tecniche, aprire un blog ed entrare da protagonista nel nuovo millennio (che ricordiamo essere iniziato nel 2000 appunto), è cosa buona e giusta.

Adesso si presenta un problema: di cosa parlo nel mio blog?
Non c’è nessun motivo per continuare ad essere così negativi. Pensare PO-SI-TI-VO!
Facciamo un po di autoanalisi: quando parlo gli altri non mi ascoltano, ho solo interessi comuni tipo il calcetto e la bocciofila anzi no, studio un’arte marziale insulsa che serve solo a spendere quei 60 euri che mi avanzano tutti i mesi. Poi mi piace la televisione, i Simpson, i Griffin, tutti i serial americani. E FANTOZZI!
Ecco la soluzione!
Parlerò di me stesso. Racconterò cosa mi piace, cosa non mi piace e soprattutto farò come tutti gli altri, parlando di musica e film.
A pensarci bene, io non distinguo il rap dal canto gregoriano… come faccio?
Un altro problema da scavalcare alla grande: faccio l’alternativo.
Ogni tanto caccio giù un articolo su come l’influeza dei POOH abbia cambiato l’uso del violoncello nella musica leggera tedesca e tutti capiranno finalmente che sono un genio.
Poi per essere davvero alternativo devo far capire che non mi interessa interessare. Un bel messaggio tipo “Andate via, non leggete il mio blog” oppure “tutto questo non ti interessa, RAUS!!!” fa proprio al caso mio.
Adesso manca solo un titolo…
Per fortuna che ho tutta la collezione di Fantozzi ad ispirare la mia fantasia.
Lo chiamerò in modo molto fantasioso: “La corazzata Potiomchim… Kotiomkin… Potemking.. Kotiemkis”… nono meglio di no.
Lo chiamerò: “Filotto reale ritornato”.
Mi sembra proprio che ci sia tutto quello che serve.

Mi sono proprio ammodernato!!!

[UPDATE] Grazie mille a Diego che mi ha segnalato la colonna sonora per questo post

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Luca Sartoni on January 2nd 2007 in HOWTO, Humor, Libri, Politica