Chiedere, promettere, sbagliare, compensare: La Stampa e la mia foto

by Luca Sartoni on 28 gennaio 2010

quarto

Mentre ero a passeggio per Amsterdam ho ricevuto una telefonata inattesa. Una persona (photoeditor, a quanto pare) de “La Stampa”, Irene Opezzo, mi ha chiesto molto gentilmente di poter prendere una mia foto presente su Flickr e di poterla pubblicare sul quotidiano in edicola quest’oggi, giovedì 28 gennaio 2010.

Mi ha inoltre offerto cinquanta euro per poter utilizzare la foto e io mi sono categoricamente opposto, offrendo la mia foto gratuitamente alla sola condizione che venisse rispettata la licenza Creative Commons attraverso la quale ho deciso di distribuirla. In pratica ho solo chiesto che la foto fosse correttamente attribuita a me. Solo il nome, neanche il link.

Mi è stato assicurato che questo sarebbe avvenuto e la telefonata si è conclusa con questo accordo.

Pochi minuti fa ho ricevuto una email da parte di Irene che mi informava che per ragioni di tipo organizzativo la foto era stata inviata in stampa senza l’attribuzione e che era molto dispiaciuta per l’accaduto. “Comunque grazie per la foto e scusa per l’errore”.

Questo comportamento non mi è piaciuto per niente e quindi questa è stata la mia risposta:

Mi spiace Irene,
ma così non va bene per niente.
Mi sembra che la questione fosse molto chiara.
Credo di essere stato molto corretto con voi, offrendovi la foto gratuitamente con la sola regola di rispettare la licenza Creative Commons.
Voi non lo avete fatto quindi adesso la foto la comprate.
Vi chiedo quindi 150 Euro che verranno immediatamente versati alla fondazione Creative Commons.

https://support.creativecommons.org/donate

Mi spiace per quanto accaduto ma sono sicuro che la vostra testata sia seria e quindi non abbia alcun problema ad ammettere l’errore e a compensarlo con una richiesta che ritengo molto equa.

Attendo quindi l’intestazione per la fattura da emettere a vostro carico.

Cordiali saluti,
Luca Sartoni

Ho la sincera speranza che la serietà che contraddistingue il quotidiano “La Stampa” li porti a riconoscere ufficialmente il loro sbaglio e a compensare l’errore commesso. Nel caso in cui questo avvenga, anche io mi impegnerò a versare 150Euro all’organizzazione Creative Commons. Nel caso in cui questo non avvenga, mi riservo di proseguire questa battaglia di principio, perché anche da queste piccole cose passa la civiltà in rete.

Invito tutti voi ad acquistare “La Stampa” oggi in edicola e a verificare la presenza di una foto che dovrebbe essere stata scattata a Quarto (GE). Sono quasi certo che la foto in questione sia quella che ho scelto per il post, in quanto le statistiche di Flickr la indicano come una delle foto più viste di oggi.

[UPDATE]: alle ore 10.32 di oggi (28/01/2010) La Stampa ha accettato l’accordo. Ottima notizia!

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Vita di un IO » Blog Archive » Best of my feed #42
30 gennaio 2010 alle 7:44 am

{ 12 comments… read them below or add one }

1 Nicola Greco 28 gennaio 2010 alle 12:06 am

Assolutamente la migliore risposta.

2 Gioxx 28 gennaio 2010 alle 12:14 am

Viene naturale un “in bocca al lupo”, anche se dubito fortemente che accadrà … :\

3 mfp 28 gennaio 2010 alle 1:11 am

Dimmi dove devo versare per pagarti l’avvocato… (non t’allarga’ che sono un poveraccio; pero’ ci voglio mettere pure io i soldi, fanculo)

4 Francesca Ferrara 28 gennaio 2010 alle 1:25 am

Non fa una piega. Spero che comprendano l’errore e che risarciscano. Non sono stati etici. E non si agisce così. Bravo.

5 Donatello Trisolino 28 gennaio 2010 alle 1:55 am

Anche a me è capitata la stessa cosa, diverse volte e con l’aggravante che non è mai stato riportato ne l’autore ne la fonte. Le mail di risposta e o di giustifica suonavano grosso modo così: “tanto la foto è pubblica, l’abbiamo trovata su internet”. Ad oggi non ho mai ricevuto mail di scuse. Tutto questo invece non accade all’estero! Che tristezza!

6 1Co 28 gennaio 2010 alle 9:32 am

Sono sensibili a La Stampa su queste cose, strano sia andata così… comunque ottima risposta.

7 Giuseppe Lanzi 28 gennaio 2010 alle 9:35 am

Concordo con te.
Per quanto non riesca a immaginarmi le dinamiche che portano una redazione a decidere “non mettiamo il nome” perché il mio campo è tutt’altro, m’immagino che non fosse fatica prendere un telefono, chiamarti e dirti “non possiamo mettere il nome, come facciamo?”… a quel punto forse una soluzione pacifica si trovava.

8 Dania 28 gennaio 2010 alle 10:04 am

Sacrosanto! (Anche la richiesta di citazione che, a quanto pare, a loro costa molto di più del denaro sonante).

9 Insopportabile 28 gennaio 2010 alle 10:13 am

La serietà delle testate si vede anche dalla determinazione di noi utenti bistrattati. Bravo.

10 telespallablog 29 gennaio 2010 alle 11:17 am

leggo con piacere che hanno accettato , ottimo comportamento , il tuo ed il loro .

11 effesessantasei 7 febbraio 2010 alle 9:28 am

Ben fatto!
-f

12 guineja 29 agosto 2010 alle 11:00 pm

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