Porno 2.0 – Intervista a techlovers

by Luca Sartoni on 16 gennaio 2009

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1 Simone Brunozzi 16 gennaio 2009 alle 3:51 pm

Siamo troooooppo forti!

2 roberto dadda 17 gennaio 2009 alle 1:24 am

Luca scusami, ma quando io osservavo che il nanosocial è un normalissimo seminario e che mi sembrava strano che si rivendicasse un legame con le social network mi avete detto che avevo capito male, che quel legame lo avevano trovato i giornalisti e non voi.

Adesso mi dite che in nanosocial è la “frontiera del social networking”?

Io francamente continuo a non capire che cosa ci sia del fenomeno social network in una riunione di amici.

Cosa voglia dire “frontiera del social networking” a me sfugge.

bob

3 Luca Sartoni 17 gennaio 2009 alle 3:07 am

@roeberto: non prenderei troppo seriamente quello che si dice in questa intervista, vorrei far presente che il signore a destra del teleschermo fa riferimento ad una fantomatica “rivoluzione americana”…

4 roberto dadda 17 gennaio 2009 alle 9:04 am

Fantomatica la rivoluzione americana?

Luca ti rendi conto di quello che dici?

Questa battuta so che sembra uno scherzo: gli Stati Uniti NASCONO dalla rivoluzione americana, hai presente le colonie inglesi, la rivolta del tea, boston, beacon hill?

Certo tu nel discorso fai un poco di confusione tra rivoluzione americana e guerra civile americana, succede.

L’intervista non è da prendere sul serio?

Peccato, a me è piaciuta e le argomentazioni mi sembravano più che condivisibili, a parte la ennesima conferma del fatto che la levata di scudi contro chi sosteneva non essere logico chiamare “social” una riunione tra amici e che ci si riferisse alle social network per sfruttare qualche cosa che fa tendenza non era che una difficilissima arrampicata su specchi troppo insaponati. Esattamente come quando Camisani, incalzato, se ricordo bene, proprio dal “signore sulla destra dello schermo” cercava di sostenere di avere chiamato per puro caso camp il marketing camp e che non c’era nessuna attinenza con il nome degli allora di moda barcamp!

bob

5 Luca Sartoni 18 gennaio 2009 alle 12:46 pm

@roberto: siam sempre li. Comunque il prossimo Nanosocial è in preparazione e spero ci sia modo di coinvolgerti per mostrartelo da dentro.

6 frap1964 18 gennaio 2009 alle 11:44 pm

Qualche ridolino?
Le orge al nanosocial?
La frontiera del SN?
Il fardello della schiavitù femminile nel porno?
Siamo troooooppo forti?

A rega’ consiglio una visita psichiatrica urgente, da uno bravo però, eh? :D

7 Luca Sartoni 19 gennaio 2009 alle 1:41 am

Si ma dove lo troviamo uno bravo?
Quello che segue te ha ancora posto? ad ogni modo non mi pare stia facendo un buon lavoro…

8 roberto dadda 19 gennaio 2009 alle 8:15 am

@Luca Gli ambiti di questa discussioni sono due e se ci vogliamo capire li dobbiamo tenere drasticamente separati.

1)Il nome Nanosocial nasce o non nasce perché social va di moda?

Qualcuno dice di no qualcuno dice di si, questa intervista in qualche modo chiarisce la cosa: la risposta è affermativa.

A questo punto io continuo a non capire la attinenza e continuo a considerare negativo per la chiarezza l’uso di un termine solo perché è di moda, come tu dicevi giustamente qualche mese fa a Camisani.

L’unica attinenza che mi riesce di trovare sta nel fatto che la gente che ci viene si è conosciuta in rete, ma a questo punto dovremmo chiamare il matrimonio discoteca solo perché gli sposi si sono conosciuti in una discoteca?

2) Il nanosocial è una bella e utile iniziativa?

Come tutte le cose probabilmente per qualcuno è utilissimo, per qualcuno inutile. Personalmente l’idea di andare a sentire interventi di argomenti non noti a priori solo perché qualcuno si deve abituare a parlare in pubblico non mi attira particolarmente, ma questo è solo un parere personale.

bob

9 Luca Sartoni 19 gennaio 2009 alle 12:44 pm

@ bob:

1) social perchè il significato di social viene rispettato. Quella con MCC era una discussione sull’uso di un significato acquisito e in un ambito commerciale. Qui di commerciale non c’è niente.

2) se avrai l’opportunità di partecipare ho buone speranze di vederti cambiare opinione. (e la tua descrizione è molto superficiale e misera rispetto a quello che è in realtà). Non mi risulta che nessun partecipante ai due NS fatti sin ora abbia criticato l’inconsistenza dell’esperienza o ne abbia espresso una insoddisfazione.

10 frap 1964 19 gennaio 2009 alle 6:39 pm

Ma se il “vero” motivo di tutto l’ambaradan è fare le orge, allora non sarebbe meglio denominare l’evento (evento… sì, vabbè…) orgy social o semplicemente wild party? :D
Io comunque continuo a considerare tutto ciò poco più che una cialtronata finto-trendy-geek.
La prossima settimana organizzo un ritrovo in piscina termale a Saturnia e lo battezzo social swimming o swimming-camp, sono ancora un po’ indeciso, eh. ;-)

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