raising hands

Durante “Thank God it’s Friday” di oggi l’oratore prima di me ha aperto così il suo talk: “Quanti di voi hanno un business plan pronto da sottoporre ad un investitore in questa sala?”. Due mani alzate in platea. Ha continuato: “Se fossimo in Silicon Valley ci sarebbero state duecento mani alzate”. Il pubblico ha borbottato e lui ha continuato il talk.

Quando è venuto il mio turno ho aperto così il mio talk:”Quanti cittadini americani ci sono in questa sala?”. Zero mani alzate in platea e pubblico confuso. Ho continuato: “Se fossimo a Los Angeles ci sarebbero state cinquecento mani alzate…”. Ovazione e risate.

Mai iniziare un talk indisponendo il pubblico facendolo sentire stupido.
MAI.
Meglio farlo ridere.
Del relatore precedente.

Picture by Howlerwolfe on DeviantArt

 

13 Responses to Statistics for Dummies

  1. Mattia says:

    Mitico… Mi dispiace un sacco di perdermi il WordCamp quest’anno ma proprio non sono riuscito/riesco a venire…

  2. “Mai iniziare un talk indisponendo il pubblico facendolo sentire stupido.”
    Direi anche “Mai fare i fenomeni se non lo si è”. Ma anche “Mai comparare mele con pere”.

    Veramente un pessimo modo per approcciarsi al pubblico.
    Peccato perchè l’iniziativa Venture Community di per se è interessante.

  3. Io aggiungerei “Mai ridere e bullarsi delle proprie battute – soprattutto il giorno dopo”. Però vabbè, va bene anche così.

  4. Mattia says:

    Ah, ho visto ora la tua esposizione della presentazione di Fullo!! Fantastico..

  5. Sono assolutamente d’accordo sulla non opportunità dell’inizio della presentazione, resta però il fatto che le poche mani alzate in quella platea siano un segno preoccupante della poca voglia di trasformare le idee in impresa.

    bob

  6. Bravo Luca, è perfettibile, ma è un ottimo inizio.
    p.s. Buongiorno a tutti! :)

  7. Napolux says:

    Già :D La tua battuta è stato il tormentone del Camp :D

  8. Napolux says:

    @roberto dadda
    Non è la poca voglia di trasformare le idee in impresa IMHO, ma piuttosto le difficoltà (economiche, burocratiche, ecc…) del farlo.

    Per aprire una società abbiamo dovuto tirar fuori 2000 euro di notaio solo per farmi leggere lo statuto (testo preconfezionato a cui avrà dovuto sì e no cambiare i nomi) e mettere 2 firme. Tirar fuori 10000 euro (in 4) di capitale sociale, ecc…

    E poi c’è banca, contributi (ho avuto un controllone INPS a 3 mesi dall’apertura), apertura partita iva, ecc…

    Correggetemi se sbaglio. In USA non basta dichiarare l’inizio attività, avere un c/c bancario e una registrazione al fisco? Molta meno burocrazia, startup che “startuppano” e non devono passare gli inizi tra notai, commercialisti, ecc…

    In Italia si vuole fare impresa, ma cari miei, non è facilissimo. Molti di quelli che leggeranno questo commento lo sanno ;)

  9. Aurora says:

    Il vero insegnamento è “MAI fare un talk prima di Luca Sartoni” (nè farlo entrare nel tuo ristorante..prima di un suo talk).

  10. Daniele says:

    … evitare di mettere in ridicolo gli altri oratori non sarebbe male, no?

  11. Livia says:

    Hai fatto benissimo, Luca.
    Il problema è che c’è gente che si prende troppo sul serio solo perché ha un nome altisonante o campa in una grande azienda. E poi finisce che si fanno le figure di cacca. Ben gli sta.

  12. Luca Sartoni says:

    @Daniele: non si tratta di mettere in ridicolo nessuno. E’ solo un modo per ricordare a tutti di non essere mai troppo seri, se i vuole essere presi seriamente.

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