Frap show @ Roberto Dadda’s blog
Che poi il blog lo facevano anche i sumeri sulle tavolette d’argilla, ma sti fighetti contemporanei vogliono dare nomi nuovi alle cose vecchie. Questa pratica è deleteria e pericolosa, pare che abbia fatto estinguere i dinosauri…
































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Mio caro, sai meglio di me che non vale nemmeno la pena sprecare il fiato per certi discorsi
Diciamo anche che certe battaglie epiche tornano indietro come boomerang.
Meno male che c’è Google, perché ha la memoria e tiene traccia dei voltafaccia.
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Written by:
Luca Sartoni
Posted on:
18 September 2007 at 9:09 am
Certo che arrivare a citare la genesi del barcamp, le sacre scritture, fare citazioni edotte per non voler ammettere di aver scelto un nome perchè faceva fico, è veramente fanciullesco come comportamento.
Un saluto
MG
@sara: un giorno imparerai a parlare anche di quello che conosci. Forse.
@maurizio: non ho mai rinnegato il passato. MCC faceva un *camp per farsi bello in un contesto business. Io faccio il nanosocial per stare bene con i miei amici. It’s not the same.
Non l’ho chiamato SocialCamp per far venire più gente. Che poi io non l’ho chiamato neanche, ho solo dato il mio contributo all’organizzazione della seconda edizione. Detto questo io chiamo quel che mi pare come mi pare, evito di usare nomi fuori contesto, invito chiccazzo voglio e dormo bene la notte.
@all: il nanosocial non va giudicato, va vissuto. In diversi hanno ascoltato il mio intervento sul pneumatico ricostruito, tutt’altro che divertente: questo vuol dire che il filo conduttore del nanosocial è la curiosità e l’apertura. E il piacere di stare insieme.
Sono fiero di aver partecipato ad entrambe le edizioni.
In realtà da vario tempo conosco anche quello che non dovrei conoscere
(ma continuo a parlare poco. però.)
Via Sartoni, e non è che ora te la puoi prendere con tutti i commentatori del tuo blogghettino solo perchè non vengono in immediato soccorso del tuo ego irrimediabilmente ferito.
Le arti marziali ti avrebbero dovuto insegnare l’arte del controllo e della pacatezza, non è che i commenti dei tuoi amici su tweeter o friendfeed potranno cambiare il fatto che ’sto nanosocial è una sòla senza precedenti nel globo (anagramma di blogo).
Rilassati e fai un respiro profondo.
Domani è un altro giorno, si vedrà.
frap: contento tu
Sono venuto in soccorso del tuo ego Luca, da che parte bisogna andare? Dove poggio la cassetta degli attrezzi?
Ma scherziamo? Davvero perdi tempo, commenti e post per gente che ha davvero “blogghettini” e che per evento sociale intende la doccia in coppia? Sei una blogstar suvvia, non abbassarti a questo livello!
Scherzi a parte. La gente non è mai cambiata e mai cambierà. Per ogni azione compiuta ci sarà sempre qualcuno pronto a criticare con cognizione di causa e qualcun altro giusto per alimentare il flame gratuito perché evidentemente non ha di meglio da fare durante il giorno che pascolare come pecore nel blog di Dadda (o in qualsiasi altro blog, sia chiaro).
Sono secoli che si susseguono avvenimenti triti e ritriti, non c’è nulla di male, non c’è nulla di cui lamentarsi. Chi ha qualcosa da dire, possibilmente sensato e senza la simpatia di un pugno nello stomaco dopo mangiato, ben venga … gli altri … perché non evitano di usurare le lettere della propria tastiera? E’ così semplice
Bella la vita dei troll. Hanno così tanto da fare da perdere 2-3 giorni a parlare di cose che reputano insulse.
E’ divertente, permette di analizzare le perversioni della natura umana
Dagli qualche altro pezzettino di nanosocial sul quale sbavare, mi fa un po’ pena
Ci ho pensato a lungo a questa cosa del discutere di cose che reputiamo insulse.
Io reputo insulse le argomentazioni di Frip e le sue “sarcastiche allusioni”, Frip giudica insulse le cose che abbiamo scritto noi, eppure ci dedichiamo vicendevolmente un sacco di attenzioni e di tempo.
Per questo ho abbandonato il campo di battaglia.
Inutile star li a obiettare a Frip che comunque ci ha detto che ha molto di meglio da fare di Domenica invece che venire al Nanosocial, e chiedersi se parlasse dell’occupazione di lasciare i commenti da Dadda per tutto il giorno o se si trattasse delle cose che ha fatto tra un commento e l’altro.
Inutile spiegare che ci siamo divertiti e abbiamo imparato delle cose, se lui giudica stupide le cose di cui abbiamo parlato. Per me il sapere può essere tutto, la curiosità è la vita della mente, anche nell’imparare come si fa un leggio con i lego (ne approfitto per chiedere scusa a Marco per il clima un po’ svaccato durante la sua presentazione, che era l’ultima e forse eravamo un po’ troppo stanchi).
Inutile. Non cambierebbero idea loro (a meno che non vi partecipino, ma non lo faranno, hanno di meglio da fare, tornando all’assunto iniziale) e non cambieremo idea noi, perchè sappiamo di cosa parliamo e per noi è stata un’esperienza positiva.
Io propongo di guardare semplicemente avanti, facendo ognuno le cose che più ci aggradano per impegnare il nostro tempo.
In fondo, fino al giorno in cui i partecipanti ai prossimi nanosocial decideranno di occupare casa di Frip per svolgere una delle loro aberranti adunate, credo che non abbia argomentazioni valide per impedirne lo svolgimento.
Oddio scusate, si chiama Frap.. giuro che non era ironia, ero proprio convinta fosse Frip
@elena, adoro che ci sia qualcuno che, prima di me, scriva proprio il commento che avrei scritto io
@moncio, mio figlio VUOLE vedere le foto delle megascavatrici, dove posso trovarle?
@luca e gli altri organizzatori, è stato divertente e interessante, peccato quel passo falso di aver scelto un nome sensato ma al tempo stesso fico, chi se lo sarebbe aspettato mai da gente seria come voi? o tempora, o mores…
elena posso dirlo? Sei brillante, fai quasi tenerezza.
alebegoli, d’accordo che sei pigra, ma il tuo blog ti racconta più arguta di così: io dico che avresti scritto altro.
Che poi non serve, la sintesi l’ha già fatta Dr.Pruno:
http://rectoverso.tumblr.com/post/62483627/io-faccio-il-nanosocial-per-stare-bene-con-i-miei
Tutto il resto sarebbe accanimento.
Alla fine ti piacciamo, e non riesci più a staccarti da noi. Non preoccuparti, ti capisco.